Alcol, consigli per l’uso…moderato.

Non esiste un corretto e salutare consumo di alcol, le linee guida ne ammettono ma non ne raccomandano l’utilizzo in misura di 1-2 unità alcoliche al dì per la donna e 2-3 per l’uomo.

1 unità alcolica, corrispondente a circa 12 grammi di etanolo, equivale a:

  • vino 125 ml = 1 bicchiere circa 95 Kcal
  • birra 330ml = 1 birra piccola circa 115 Kcal
  • aperitivi 75ml                               dipende dal tipo comunque circa 100-120 Kcal
  • superalcolici 40ml circa 100 Kcal

L’etanolo pur apportando 7kcal/grammo è considerato un non- nutriente in quanto viene metabolizzato dal corpo, non in funzione delle reali esigenze organiche come accade per i nutrienti, ma con l’unico scopo di essere neutralizzato ed eliminato. L’alcol, quando viene assunto a dosi elevate, può essere considerato a tutti gli effetti una droga, dotata di azioni tossiche sull’intero organismo. E’ una molecola psicoattiva (=agisce sui processi mentali) che può creare dipendenze e il cui abuso può causare danni importanti a diversi organi (fegato, reni, stomaco…) e/o predisporre al rischio di patologie cardiovascolari, cerebrali, gastrointestinali e alcuni tipi di cancro.

In gravidanza viene vivamente sconsigliata l’assunzione  in quanto ancora non sono noti i limiti entro cui il feto può sviluppare la cosiddetta Sindrome fetale alcolica che porta a deficit mentale, microcefalia e malformazioni cardiache.  (consulta le linee guida europee)

Vini:

Ottenuti dalla fermentazione alcolica dell’uva o del mosto da parte di alcuni particolari lieviti. E’ una miscela composta principalmente da acqua e alcol etilico in cui sono presenti altre sostanze responsabili delle sue caratteristiche organolettiche (gusto, odore, colore) alcune delle quali, come i polifenoli, hanno un effetto positivo sul nostro organismo (blando a queste concentrazioni) mentre altre, come l’anidride solforosa (solfiti),  risultano tossiche ad alte dosi e per questo motivo vengono limitate nelle quantità da precise legislazioni. Non esistono vini senza solfiti perché una piccola quantità è prodotta dai lieviti.

Il vino rosso, contiene polifenoli, molecole antiossidanti, tra cui il resveratrolo, presente nella buccia dell’acino che nel vino rosso, a differenza di quello bianco, viene utilizzata nella fermentazione. Il vino bianco, contiene più solfiti perchè meno stabile e più deperibile. Più il vino è di scarsa qualità e più contiene solfiti che causano come effetto collaterale mal di testa il mattino seguente.

In base alla presenza di zuccheri non fermentati avremo un vino più amabile (più zuccheri) o più secco. Il contenuto in zuccheri delle bevande alcoliche va aggiunto al totale delle calorie derivanti dall’alcol quindi più una bevanda alcolica contiene zuccheri più sarà calorica.

Nello spumante, le bollicine consistono in anidride carbonica prodotta da una rifermentazione interna dovuta ai lieviti. L’anidride carbonica facilita l’assorbimento dell’alcol quindi entra in circolo più velocemente aumentando gli effetti sul sistema nervoso centrale. L’alcol ha un effetto “bifasico” a basse dosi crea ebbrezza, ad alte dosi invece ha un effetto depressivo sull’intero organismo.

Vini diversi vengono abbinati a diversi alimenti in base alla fusione che si crea tra gli odori/sapori dell’uno e dell’altro e in base alla volontà di esaltare o attenuare le caratteristiche organolettiche del piatto.

Birra:

Bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d’orzo o di qualsiasi altro cereale preparato affinchè i suoi zuccheri possano fermentare. Per compensare la dolcezza del malto viene utilizzato il luppolo. I lieviti utilizzati per la fermentazione consumano gli zuccheri e producono alcol e anidride carbonica.  Ce ne sono di diversi tipi, le più famose sono quelle d’Abbazia prodotte con il metodo antico in vecchi monasteri, le Ale, tradizionali ad alta fermentazione, le Weiss, di frumento, le Lager, a bassa fermentazione e le Stout, scurissime prodotte con orzo e caramello.

Superalcolici:

Sono bevande contenenti alcol etilico in una concentrazione maggiore del 21% del volume. Per volume alcolico si intende la misura del contenuto di etanolo in percentuale. Si distinguono i liquori, tra cui ricordiamo quelli cosiddetti “digestivi”, ottenuti per infusione o miscelazione dell’alcol ad altri ingredienti frutti, fiori o erbe; i distillati, ottenuti dalla distillazione del mosto a 30-60 gradi alcolici, e le creme, meno alcoliche (15-28 gradi) ma molto più zuccherine quindi caloriche. A differenza del vino o della birra, queste bevande hanno un contenuto di alcol e di zuccheri nettamente maggiore e andrebbero sconsigliate o assunte  con parsimonia in rare occasioni di convivialità. I superalcolici non sono digestivi in quanto la loro alta gradazione alcolica esercita un effetto “depressivo” su tutto l’organismo e rallenta lo svuotamento gastrico.  Ha senso invece scegliere il rabarbaro che ha una gradazione inferiore e può sfruttare il potere di quest’erba aromatica che a basse dosi stimola la secrezione di succhi gastrici.

Aperitivi:

Possono essere alcolici o analcolici, si assumono prima dei pasti per stimolare l’appetito. Ultimamente vanno molto di moda. Il rischio è che si assumano a digiuno. La presenza di cibo nello stomaco, rallentando lo svuotamento gastrico, riduce la velocità di assorbimento dell’alcol. Per questa ragione si consiglia di consumare vino e alcolici durante o dopo i pasti, in modo da dilazionare nel tempo gli effetti inebrianti della bevanda.

Il mio consiglio, nella persona sana, è farne un uso moderato, preferendo il vino rosso di buona qualità e consumandone al massimo 1 unità al giorno al pasto.

29/04/2017

Alcol, consigli per l’uso…moderato

Alcol, consigli per l’uso…moderato. Non esiste un corretto e salutare consumo di alcol, le linee guida […]
17/11/2016

Il melograno, origini e virtù

Il nome deriva dal latino “malum granatum” che significa mela con i grani (semi). E’ originario […]
15/07/2016

L’olio di colza, un nuovo nemico sulle nostre tavole?

Cos’è l’olio di Colza? L’olio di colza è un olio vegetale ottenuto attraverso la spremitura dei […]
29/04/2016
patate dolci - giovanna pitotti biologo nutrizionista

Patata dolce o americana

La patata dolce (Ipomea batatas), detta anche patata americana o batata, è un tubero originario delle […]
29/04/2016
semi - giovanna pitotti biologo nutrizionista

Le proprietà dei semi

Ideali da aggiungere crudi alle insalate o allo yogurt o da utilizzare tostati come impanatura, possono […]
29/04/2016
sale - giovanna pitotti biologo nutrizionista

Sale: quanto e quale?

Il comune sale da cucina, o cloruro di sodio, è un composto chimico formato da un […]
29/04/2016
frutta secca - giovanna pitotti biologo nutrizionista

Frutta secca

Nel gergo comune si identificano con il termine frutta secca alcuni alimenti caratterizzati da un alto […]
29/04/2016
pseudocereali - giovanna pitotti biologo nutrizionista

Pseudo-cereali, alla riscoperta di cibi antichi

Con il termine cereali vengono definiti dal punto di vista merceologico o letterario i derivati delle Graminacee, sono […]
26/04/2016

Curiosità