La menopausa è il periodo della vita di una donna in cui esce dalla fertilità e entra nella fase non riproduttiva. Viene apostrofata come “crisi di mezza età”, cambiamento di vita. L’età media di insorgenza è 50 anni anche se si può manifestare prima e i cambiamenti possono iniziare a instaurarsi intorno ai 40 anni nel periodo definito “premenopausa”.

Le ovaie giocano un ruolo fondamentale in questo processo: alla nascita all’interno delle ovaie ci sono centinaia di migliaia di piccoli follicoli di cui la maggior parte muoiono senza lasciar traccia di sé mentre circa 450 maturano e raggiungono le caratteristiche per diventare un “potenziale bambino”. Non appena la donna inizia ad avvicinarsi al periodo finale della sua vita riproduttiva, i follicoli diventano meno visibili, sono meno responsivi e meno vigorosi di come erano una volta. I cicli diventano imprevedibili: irregolari, con sanguinamento prolungato o eccessivo oppure spotting (piccole macchioline). Quando i follicoli iniziano a scarseggiare i livelli ormonali iniziano a fluttuare creando alterazioni nel feedback con l’asse ipotalamo-ipofisario. La diminuzione degli ormoni produce un aumento della sintomatologia tanto più intenso quanto più risulta improvvisa la caduta.

 

Premenopausa e perimenopausa.

Spesso questi due termini sono confusi o utilizzati l’uno per l’altro, in realtà sono due fasi a sé, con caratteristiche diverse.

La premenopausa (il prefisso “pre” indica “prima”), è un lungo periodo caratterizzato dai primi cambiamenti endocrini, fisici e psicologici del corpo. Può durare diversi anni (8-10), comprende la prima fase della perimenopausa e cessa con l’inizio della menopausa vera e propria.

La perimenopausa (il prefisso “peri” indica “in prossimità”) costituisce un periodo a cavallo tra il periodo immediatamente precedente la menopausa e l’anno successivo alla sua insorgenza.

 

È un periodo più o meno lungo in cui si iniziano ad avere segnali importanti di cambiamenti ormonali e quindi: ciclo irregolare, sanguinamento eccessivo, tensione mammaria, irritabilità, sudorazioni profuse, vampate (70%), alterazione dell’umore (40%), mani e piedi freddi, mal di testa pre-mestruale, aumento di grasso corporeo soprattutto sull’addome, insonnia, secchezza vaginale, diminuzione della libido.

 

Variazioni ormonali.

Quando si avvicina l’epoca della menopausa, l’ipotalamo (una sorta di centralina che raccoglie gli stimoli e li traduce in segnali per il sistema endocrino) mette alla prova le ghiandole surrenali per testare se sono pronte alla secrezione di ormoni sessuali in sostituzione delle ovaie che stanno per terminare il loro lavoro. Se i surreni sono affaticati perché la donna si trova in un periodo di stress eccessivo, il corpo inizia a depositare grasso (fonte secondaria di ormoni sessuali), soprattutto nella fascia addominale, nelle vicinanze delle ovaie, per assicurarsi il giusto apporto di estrogeni e progesterone per gli anni a venire. È il modo con cui il corpo cerca di adattarsi a ciò che ritiene possa divenire un problema in seguito.

L’espressione della perimenopausa è ben più di una collezione di sintomi fisici, le alterazioni nella chimica cerebrale portano a un cambiamento nel modo di pensare, sentire e percepirsi nel mondo. L’amigdala, il lobo temporale e l’ippocampo (cuore del sistema limbico e fondamentale per la memoria, l’appetito, il desiderio sessuale e la rabbia), sono ricchi di recettori per gli estrogeni e per il progesterone, ciò ci fa comprendere come le fluttuazioni ormonali possano interessare anche la sfera emotiva.

 

Menopausa.

La menopausa, dal greco Men = mese e Pansis = cessazione, coincide con la cessazione della produzione ovarica di follicoli, oociti, estrogeni e progesterone, viene dichiarata ufficialmente dopo 12 mesi dall’ultimo ciclo. Può insorgere naturalmente, intorno ai 45-55 anni, con un’interruzione del ciclo o può avvenire improvvisamente in seguito a rimozione chirurgica delle ovaie o isterectomia completa.

In casi particolari alcune donne entrano in menopausa precoce a causa di terapie farmacologiche, uno stress eccessivo o un trauma fisico o psicologico particolarmente violento, disordini funzionali (PCOS, endometriosi) o un prematuro esaurimento delle scorte follicolari. La menopausa generalmente è accompagnata da sintomi più o meno fastidiosi o debilitanti che possono durare fino a 5-6 anni dopo l’ultima mestruazione, anni in cui è fondamentale “lavorare” sugli stili di vita per minimizzare i fastidi.

Un approccio mirato è costituito da interventi per:

  • favorire una corretta digestione (HCl, enzimi pancreatici e bile) e una flora batterica intestinale ottimale per gestire l’infiammazione, la produzione di neurotrasmettitori e la risposta ormonale;
  • sostenere l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene per una valida produzione ormonale;
  • migliorare la detossificazione epatica per favorire una buona conversione ormonale.

 

Sintomi della menopausa.

Molte donne in menopausa sono “vittime” dell’insorgenza di specifici sintomi, dati dalle fluttuazioni dei livelli ormonali e/o dal loro calo drastico. Sudorazioni profuse, sugar cravings, insonnia, ansia, alterazioni dell’umore, fatica, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione, atrofia dei tessuti vaginali, secchezza, dolore, sensibilità ai rumori e alle fonti luminose sono alcuni esempi. Analizziamo i principali.

Vampate. 

Fluttuazioni della temperatura che insorgono nel 70-85% delle donne in perimenopausa e menopausa, non sono dannose ma causano profondi disagi nella vita quotidiana e a volte possono disturbare gli assi endocrini determinando insonnia. La diminuzione di estrogeni causa un aumento dell’FSH, ormone ipofisario che continua a cercare di comunicare con le ovaie, l’ipotalamo ha una percezione erronea della temperatura del corpo e cerca di raffreddare il corpo aumentando la sudorazione. Il meccanismo per cui avviene ciò è ancora sconosciuto, si sa solo che il sistema limbico, lo stress (cortisolo) e le fluttuazioni di zuccheri nel sangue funzionano da trigger.

Secchezza vaginale. 

La diminuzione di livelli di estrogeni a livello della mucosa vaginale e del tessuto uretrale crea secchezza, atrofia, diminuzione delle normali secrezioni vaginali e problemi urinari. Questi sintomi generalmente insorgono più tardivamente nella linea temporale della menopausa e sono la normale espressione dello squilibrio ormonale.

Umore basso o depressione. 

Spesso causato dal calo degli estrogeni, ne viene colpito circa il 20% delle donne in menopausa o perimenopausa, soprattutto le donne che conducono uno stile di vita stressante. Non è ben chiaro il meccanismo ma sembra che gli estrogeni stimolino la produzione e l’efficienza dei neurotrasmettitori a livello cerebrale, inclusa la serotonina. In questo caso agire anche a livello intestinale stimola la produzione di serotonina e migliora la sintomatologia.

Problemi di memoria. 

Molte donne in menopausa affermano di “non ricordare le cose”, si tratta di un problema di memoria a breve termine, dovuto a cause multifattoriali: meno estrogeni disponibili per il cervello, sonno disturbato a causa dell’eccessiva sudorazione notturna, disregolazione glicemica, deficit nutrizionali.

Come intervenire?

Gli stili di vita possono influenzare l’equilibrio ormonale e quindi la transizione in menopausa: il livello di stress, lo stato emotivo, gli affetti, lo stato nutrizionale, l’attività fisica, il consumo di alcol, il fumo (i radicali liberi prodotti influiscono negativamente sul numero di follicoli e sulla loro vitalità) e la qualità/quantità di sonno sono tutti fattori su cui si può intervenire per diminuire i fastidiosi sintomi e migliorare lo stato di benessere.

Gli obiettivi alla base del cambiamento degli stili di vita sono:

  • Scegliere una sana alimentazione,
  • praticare regolarmente attività fisica,
  • gestire lo stress con rilassamento/meditazione/respirazione,
  • dare importanza a una giusta igiene del sonno,
  • coltivare sane relazioni (family and friends).

 

Il tempo di “preparare” l’ingresso in menopausa è durante l’età fertile, il mio consiglio è quello agire sugli stili di vita in modo tale da affrontare il periodo di transizione con un benessere fisico e un approccio mentale positivo che aiutano a evitare tumultosi squilibri.

 

 

 

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