Ipercolesterolemia, il punto di vista della medicina funzionale

Giovanna Pitotti nel cuore della notte

L’aterosclerosi è un processo multifattoriale regolato da una complessa interazione tra varie componenti metaboliche. Come sappiamo il nostro organismo funziona grazie a una rete di interazioni tra organi e sistemi che permettono un equilibrio chimico e fisico ottimale. Capiamo bene che una disfunzione o uno squilibrio da una parte, si può facilmente tradurre in un effetto a domino su altri distretti corporei, cosa che succede di frequente nell’ipercolesterolemia. L’aumento del colesterolo ematico, tanto temuto da medici e pazienti, è spesso il riflesso, o la punta dell’iceberg di qualche altra problematica in altri sistemi dell’organismo. In particolare, possiamo pensare al processo dell’aterosclerosi, quindi della formazione della placca aterosclerotica con conseguente perdita dell’elasticità vascolare e ostacolo al flusso sanguigno, come a uno sgabello a tre gambe, in cui, per ottenere il miglior risultato clinico nell’arresto e, a dire il vero, anche nell’inversione della patologia, è IMPERATIVO valutare e trattare attentamente tutte e TRE componenti:

  • ·       Disregolazione dell’assetto lipidico
  • ·       Disfunzione endoteliale e infiammazione
  • ·       Resistenza all’insulina

   
Disregolazione dell’assetto lipidico

Il colesterolo è una molecola importantissima per il nostro organismo, precursore di molti ormoni, viene trasportato in circolo grazie a molecole proteiche specifiche, le più famose sono le LDL, lipoproteine a bassa densità che trasportano il colesterolo nel sangue per essere rilasciato nei tessuti e cellule della periferia e le HDL, lipoproteine ad alta densità, che trasportano il colesterolo dalla periferia verso il fegato per eliminarlo.  

L’aumento del colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia) può avvenire per due motivi: 

-sintesi endogena (80%), ogni cellula del nostro organismo è in grado di sintetizzarlo;

-introito alimentare (15-20%).

In condizioni fisiologiche c’è un equilibrio per cui la produzione è regolata dalla presenza in circolo. Al contrario, se iniziano a manifestarsi degli squilibri a carico di diversi organi e sistemi del corpo, o in caso di forte infiammazione, avviene una disregolazione e la produzione può risultare eccessiva e causare qualche problema. Le LDL possono depositarsi al di sotto della tonaca delle arterie e subire delle modificazioni (ossidazione) che comportano il richiamo di particolari cellule chiamate macrofagi che producono la cosiddetta placca fibrotica, responsabile delle complicazioni successive: calcificazioni, ostruzione del flusso ematico, formazione di trombi e di conseguenza delle manifestazioni cliniche di angina, infarto e ictus.

Disfunzione endoteliale

L’endotelio è una sottile membrana che riveste l’interno del cuore e dei vasi sanguigni. Le cellule endoteliali rilasciano sostanze che controllano il rilassamento e la contrazione vascolare, nonché enzimi che controllano la coagulazione del sangue, la funzione immunitaria e l’adesione delle piastrine (molecole fondamentali nei processi di coagulazione).

È stato dimostrato che la disfunzione endoteliale è significativa nel predire ictus e attacchi cardiaci a causa dell’incapacità delle arterie di dilatarsi completamente. La disfunzione può essere il risultato di pressione alta, diabete, ipercolesterolemia e fumo che causano stress ossidativo e innescano processi di rimodellamento vasale (ad opera di fattori di crescita), infiammazione (per il richiamo di citochine pro-infiammatorie), vasocostrizione (per la riduzione dell’ossido nitrico) e trombosi (mutazioni di PAI, gene responsabile della dissoluzione del coagulo).

Resistenza all’insulina

La resistenza all’insulina, nota anche come ridotta sensibilità all’insulina, si verifica quando le cellule dei muscoli, del grasso e del fegato non rispondono come dovrebbero all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas ed essenziale per la vita e la salute, nel regolare i livelli di glucosio (zucchero) nel sangue. Ne consegue una situazione che inizialmente viene compensata ma con il passare del tempo determina la comparsa di condizioni patologiche più serie come il diabete di tipo 2.

Approccio funzionale

Indagini di laboratorio:

–> Assetto lipidico: colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi, LDL ossidate (frazione di lipoproteine a bassa densità che i radicali liberi hanno sottoposto a perossidazione, marker specifico di formazione di placca aterosclerotica), lipoproteina A (LDL, promuove l’accumulo di LDL sulla parete dei vasi sanguigni e la formazione della placca aterosclerotica, non risponde alle pratiche standard di riduzione), apolipoproteina A (inibisce gli enzimi responsabili della dissoluzione dei coaguli), apolipoproteina A-1 (principale componente delle HDL), apolipoproteina B (principale costituente delle VLDL e LDL).

Essendo l’apoproteina un complesso presente in concentrazioni diverse su diverse particelle, misurando le Apo B si può quantificare il carico complessivo di tutte le lipoproteine aterogeniche (LDL, VLDL, IDL, e Lp A) che contribuiscono al rischio cardiovascolare e si riesce ad ottenere un risultato predittivo migliore.

–> Insulino resistenza. Glicemia, insulinemia, HbA1C, peptide C (indicatore della secrezione id insulina).

–> Disfunzione endoteliare: PCR, VES, acido urico, omocisteinemia, mieloperossidasi (marcatore di infiammazione e stress ossidativo), Lp PLA2 (fosfolipasi A2 associata alle lipoproteine, indice di infiammazione vascolare).

Intervento a 360 gradi

L’obiettivo finale per tutti gli operatori sanitari che cercano di fermare e invertire l’aterosclerosi è quello di ritrovare l’equilibrio mettendo in atto un approccio a 360 gradi che comprenda non solo il focus sull’ipercolesterolemia ma soprattutto l’intervento su:

-corretta alimentazione,

-supporto alle funzionalità di organi e sistemi con nutraceutici,

-modifiche dello stile di vita (riduzione/eliminazione di alcol, fumo, …)

-programmi di esercizi fisici personalizzati,

-gestione dello stress,

-igiene del sonno.

Solo un approccio integrato, che consideri le reali cause scatenanti l’ipercolesterolemia e non si limiti a trattare i sintomi è in grado di ripristinare i giusti equilibri all’interno del corpo ed evitare che si pongano le basi per patologie croniche e complesse.

Modificato e personalizzato da un articolo della  www.FunctionalMedicineUniversity.com

Immagine: dipinto a olio “nel cuore della notte” di Francesco Stile